L'attività
di radioamatore, iniziata nel XX secolo, è una delle più antiche nel campo
delle telecomunicazioni. La definizione del servizio di radioamatore è nel
regolamento Internazionale delle Telecomunicazioni della International
Telecommunication Union (I.T.U.), e
dice :
Le
trasmissioni del radioamatore devono essere di argomenti tecnici e personali;
devono avere scarsa importanza da non giustificare l’uso dei servizi
telefonici, telegrafici e postali.
Le
Amministrazioni di ogni paese stabiliscono le qualifiche tecniche per rilasciare
le licenze di radio operatore e definiscono le condizioni operative delle
stazioni di radioamatore.
Scopo
dei regolamenti nazionali:
a)
riconoscere il valore del servizio volontario non commerciale di
telecomunicazione,
particolarmente nei casi di emergenza e
calamità;
b)
riconoscere l’abilità del radioamatore nel contribuire al progresso della
radio;
c)
incoraggiare il servizio di radioamatore con regolamenti che provvedano a
migliorare
l'abilità operativa e tecnica;
d)
aumentare la qualità di operatori e tecnici esperti nel campo della radio;
e)
dare al radioamatore la possibilità di migliorare l'amicizia e la
collaborazione internazionale.
In
conclusione, il radiantismo è l'unico mezzo che permette alle persone, distanti
fra loro anche migliaia di chilometri, di incontrarsi e conoscersi. Questa è
l'impostazione generale dell'attività radiantistica della I.T.U. e della
I.A.R.U. (International Amateur Radio Union), l'ente costituito dall'unione di
tutte le Associazioni di radioamatori del mondo.
Questa
è quindi l'immagine che ogni radioamatore deve fornire di sé stesso, allo scopo
di mantenere la sua qualifica di rappresentante di un importante servizio di
telecomunicazioni.
Quando
è nato il radiantismo
Il
radiantismo inizia con i fenomeni fisici ed elettrici studiati da Maxwell ed
Hertz. Successivamente Guglielmo Marconi mette in pratica applicazione ciò che
era a conoscenza di tutti. Con le proprie intuizioni,
Marconi sviluppa il primo sistema di telecomunicazione ad onde hertziane,
trasmettendo e ricevendo messaggi via radio, inventa l’antenna. Era il 1895.
Nel 1898 si collega fra Dover (Inghilterra) e Vimereux (Francia) attraverso il
canale della Manica; nel 1901, la lettera S, sottoforma di tre punti
dell'alfabeto Morse, attraverso l'Oceano Atlantico fra Cornovaglia (Poldhu) e
San Giovanni di Terranova (Canada).
I
primi amatori sperimentatori, ricevettero la notizia che i 3.400 km di oceano,
contrariamente alle affermazioni della scienza ufficiale, erano stati superati
dalle onde radio.
Nel
decennio che seguì, centinaia di rudimentali trasmettitori e ricevitori furono
costruiti in Europa ed in America; il movimento dei radioamatori cominciò ad
affermarsi in tutti i paesi del vecchio e del nuovo mondo, fino ad arrivare al
suo riconoscimento ufficiale.
Chi
sono i radioamatori
Per
la maggior parte sono persone che non lavorano nel campo della radio; ma ci sono
anche tecnici professionali che lavorano nell'industria radio elettronica. Sono
prevalentemente di sesso maschile, ma non mancano le
radioamatrici.
Il
numero di radioamatori nel mondo supera oggi
2 milioni, tre quarti sono in Giappone ed U.S.A. In Italia, il numero di
licenze si aggira sulle 36.000. Una apposita licenza autorizza i radioamatori a
comunicare per mezzo del codice Morse (telegrafia)
o mediante il comune linguaggio parlato (telefonia).
I
radioamatori usano anche telescrivente, televisione e trasmissione digitale,
codificata secondo gli standard più comuni. Le trasmissioni sono su bande di
frequenza assegnate al servizio di radioamatore secondo convenzioni
internazionali. Per operare nelle bande di frequenza dei radioamatori bisogna
ottenere la licenza dall'Ente governativo (in Italia, il Ministero delle
Comunicazioni). La licenza di trasmissione, stabilisce le bande di frequenze e
la potenza di trasmissione consentite ed assegna al radioamatore un nominativo
personale.
Il
prefisso (la prima parte del nominativo) è assegnato dai regolamenti I.T.U. La parte restante del nominativo è invece personale e
risulta composta da tre lettere dell'alfabeto ed è assegnata dal Ministero
delle Comunicazioni.
Per avere una licenza di trasmissione bisogna prima
ottenere la patente di radio operatore; per avere la patente bisogna superare un
esame al Ministero delle Comunicazioni. L’esame è teorico e pratico, bisogna
trasmettere e ricevere in codice Morse.
Organizzazioni
nazionali ed internazionali
La
I.T.U., Unione Internazionale delle Telecomunicazioni, fondata nel 1865, è un
settore specializzato delle Nazioni Unite e la sua attività è suddivisa in tre
Regioni del mondo.
La
regione 1 comprende Europa, Africa, la ex U.R.S.S. ed alcune parti di Asia
(l'Italia appartiene a questa
regione); la Regione 2 comprende tutta l'America; la regione 3 comprende quasi
tutta l'Asia ed il resto del mondo. I radioamatori di tutte le parti del mondo
sono organizzati in Associazioni Nazionali.
Le
Associazioni Nazionali fanno parte della I.A.R.U., Unione Internazionale dei
Radioamatori, fondata nel 1925 per rappresentare e coordinare l'attività
radiantistica in tutto il mondo, specialmente nei confronti dei Governi.
L'A.R.I.
Associazione Radioamatori Italiani (già Associazione Radiotecnica Italiana),
fondata nel 1927 ed eretta in Ente Morale nel 1950 è l'Associazione che
rappresenta circa 20.000 radioamatori.
Le
bande di frequenza
I
radioamatori dimostrarono l’utilità delle onde corte per le grandi distanze,
fino ad allora inutilizzate.
Sin
dal 1923, nelle conferenze amministrative mondiali (WARC), i governi cercarono
di privare i radioamatori di qualche parte delle frequenze a loro assegnate.
L’utilità
dimostrata dal Servizio di radioamatore ha evitato di subire tagli alle
frequenze.
I
radioamatori e il progresso tecnico
La
sperimentazione dell'attività radiantistica ha dato un contributo considerevole
allo sviluppo delle radiocomunicazioni.
Molti
circuiti furono sviluppati e perfezionati dai radioamatori; nuove tecniche e
l’uso di nuove frequenze sono merito dei radioamatori.
I
radioamatori hanno partecipato alle ricerche spaziali, costituendo un'enorme
organizzazione di radio ascolto. Dal lancio del primo Sputnik (novembre 1957);
alla costruzione di stazioni ricetrasmittenti ripetitrici installate su
satelliti e messi in orbita dagli appositi Enti spaziali.
Lo
studio dei comportamenti delle onde elettromagnetiche si sviluppa con buoni
risultati: anomalie, aurore boreali, sciami meteorici, ecc.. Anche per le zone
inesplorate delle più alte gamme di frequenza, le microonde.
Le
pubblicazioni tecnico-operative
Le
associazioni radiantistiche hanno realizzato una importante letteratura tecnica
sui più svariati aspetti della tecnica delle radiocomunicazioni.
Vengono
pubblicate riviste mensili dove sono descritti gli aspetti tecnici,
operativi ed associativi dell'attività radiantistica; sono pubblicati manuali e
guide sulla teoria elementare e sugli
aspetti più specialistici ed avanzati.
L'amicizia
internazionale
II
radiantismo rappresenta una occasione unica di fare amicizie « in aria ».
In
ogni nazione esistono in tutto il periodo dell'anno varie possibilità di
incontri in occasione di frequenti manifestazioni, mostre, ecc.
L'aspetto
sociale
Da
molti decenni i radioamatori sono disponibili anche per mettere a disposizione
la loro particolare abilità operativa e preparazione tecnica per intervenire
nelle località con problemi di emergenza.
Terremoti
e inondazioni hanno visto arrivare per primi i radioamatori per organizzare i
collegamenti radio.
Molte
persone con handicap fisico trovano nell'attività radiantistica la possibilità
di essere a contatto con degli amici.
Il
futuro del radiantismo
Il
Servizio d'Amatore continuerà a proseguire se le pubbliche amministrazioni
continueranno a riconoscere l'insostituibile apporto dei radioamatori.
Un
efficiente movimento di radioamatori nei paesi in via di sviluppo potrebbe
costituire una importante riserva di tecnici per operare nei servizi governativi.
Le
Autorità responsabili hanno riconosciuto che il Servizio d'Amatore è un metodo
efficace per fornire ad una persona una educazione tecnica ad un costo minimo.
Ciò
è particolarmente importante nelle nazioni sottosviluppate, che non dispongono
altrimenti delle possibilità
per provvedere a tale istruzione.
I
radioamatori in Italia
Guglielmo
Marconi può essere considerato il primo radioamatore del mondo, non solo da un
punto di
vista scientifico, ma cronologico; un radioamatore che fu anche il primo Presidente, nel lontano 1927, dell'allora nascente Associazione che raggruppava
i precursori del Radiantismo italiano.
In
Italia questa attività venne guardata con sospetto dalle autorità, ed i
radioamatori, tra divieti, sequestri ed angherie, mantennero in vita la loro
passione in una atmosfera di clandestinità.
Nel
1946 le autorità alleate di occupazione, nei cui paesi il movimento
Radiantistico si era nel frattempo sviluppato, emisero i primi permessi
provvisori.
Ma
col trattato di pace ed il ritorno dei poteri alle autorità italiane, vennero
nuovamente introdotte restrizioni alle attività dei radioamatori.
Queste
restrizioni erano molto amare perché negli altri Stati venivano al contrario
accordate ulteriori concessioni.
L'Associazione
Radiotecnica Italiana, successivamente eretta in Ente Morale (1950), iniziò un
lungo e spesso duro lavoro per sensibilizzare la pubblica amministrazione ai
problemi del Radiantismo ed alla sua considerevole importanza nell'interesse
nazionale.
Vennero
le alluvioni, i terremoti: dal Polesine a Firenze, alla Sicilia, al Friuli, all'Irpinia.
Per la prima volta la cronaca si occupò dei radioamatori, di questi oscuri
privati cittadini che erano stati in grado di sostituire le reti ufficiali di
telecomunicazione dove queste ultime erano state interrotte o distrutte.
Gli
organi dello Stato cominciarono a rendersi conto dell'utilità del Servizio e
dell'opera degli appassionati che, anche nelle condizioni più impensate e con
mezzi di fortuna, realizzavano ciò che la potente, ma lenta macchina ufficiale,
non era certo in grado di improvvisare. Per ben 48 ore le uniche comunicazioni
con Firenze allagata, ad esempio, furono realizzate dai radioamatori, postisi a
disposizione delle Organizzazioni di soccorso.
Non
si contano ormai più i casi in cui un appello di ricerca di medicinali lanciato
dalla rete dei radioamatori ha permesso di salvare vite umane, o almeno di
alleviare le sofferenze di sventurati.